Il cuore del tango di Carlos Gavito
é percepibile come sintesi estremamente soggettiva di un'esaltante
sensibilità romantica.Le sue tensioni sembrano concentrate
su un risultato stilistico aderente a ciò che prova.....
Il tango è per Gavito fonte di tutto, il
sentiero invisibile attraverso il quale riassume i riflessi
delle emozioni provenienti dalla musica, dal suo linguaggio,
dall'interpretazione spontanea.
Molti invidiavano e demolivano Gavito
nel suo splendore irraggiungibile, ma nessuno lo umiliava
più di quanto egli stesso facesse, oggetto pressoché inanimato
nell'antitesi incorreggibile tra il creatore di una danza
e lo straziante antagonismo di quella danza medesima divenuta
preconfezionata nello stesso istante in cui si trasformava
in spettacolo o anche soltanto un'esibizione.
A volte è persino immobile, come se
volesse non esserci, lascia alla sua compagna l'iniziativa
di ricamare piccoli disegni. la punta della scarpa lo sfiora
come per attuare un soffice richiamo ad una realtà dalla
quale appare del tutto sradicato.
La visione artistica di Carlos Gavito ha
contribuito all'epoca del tango che gli é passata davanti?
Si può supporre che un tango futuro possa accogliere una
nuova creazione sulla traccia che ha lasciato?
Il tango non é una corrente intellettuale
o un'aspettativa astratta, le sue stesse radici popolari
lo proteggono e la sua ricchezza è l'emozione abbagliante
che ha la capacità di autogenerarsi. Il tanguista produce
da solo, in qualità di soggetto, l'oggetto che cerca in
una milonga: il piacere del ballo, sogni, momenti d'intensità.
Gavto vedeva nel tango l'iino di un
popolo, dolce o drammatico, anche ruvido e persino capace
di custodire i rumori delle antiche strade: comunque una
partecipazione corale, una grandezza scenica dove non emergeva
un personaggio speciale e dalla quale nessuno doveva sentirsi
escluso