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Questo libro è più
di quello che indica il suo titolo. Racconta l'avventura di
un grande scrittore- fra i Grandi del XX Secolo - con il tango.
Apre il libro un'introduzione che prefigura lo sviluppo generale.
Si osserva - giustamente- che nel titolo La dimensione della
mia speranza, pubblicato nel 1926, c'é una previsione
biografica di ciò che Borges sperava: un altro José
Hernández che ci scriva l'epopea del compadre e plasmi
la diversità di questi individui in uno unico. Immenso
lavoro di collaborazione oltre che sforzo titanico. Lavoro
che lo scrittore intraprende, con genialità e costanza,
mostrando a volte una disattenzione studiata e che nel 1952
riconosce realizzato dai testi imperfetti dei tanghi- Un cammino
arduo ed affascinante che l'autrice ripercorre attraverso
le sue figure e controfigure, segnalate attraverso date e
citazioni precise.
Chiunque sia interessato alla
scrittura di Borges é costretto a consultare Tutte
le opere, perché se la realtà é cambiante,
lo sono anche i libri dello scrittore. Nel 1928, ai suoi esordi
come saggista, rispose a Vicente Rossi affermando che il tango
nacque urbano e porteño (di Buenos Aires). Poi dirà
che il lunfardo è il linguaggio della forca e della
delinquenza.
La sua aria di polemista incisivo
e a volte canzonatorio, lo porta a dichiarare in un'intervista
del 1970 che la musica che aveva appena ascoltato durante
un concerto di Astor Piazzolla non era tango perchè
il suo corpo non lo riconosceva come tale. Con puntiglioso
spirito di ricerca Monica Fumagalli si addentra nell'interrogativo
che il tango rappresenta come perplessità intellettuale
e riconoscimento fisico per Borges. A questo proposito si
sofferma- saggiamente- sul racconto " Uomo all'angolo
della casa rosa" nel quale l'autore elabora alcune chiavi
segrete dell'Argentina... e dell'atmosfera dei tempi moderni
che si stavano ventilando da quelle parti. Dei cambiamenti
nella morale o dei codici di valori che per anni avevano retto
la società, quando la cosa migliore era giocarsi per
amore, corpo a corpo, vita o morte, soppiantati più
tardi dal darwiniano si salvi chi può, come può,
anche al di fuori di ogni regola. ( Il compadrito che rimane
con la contesa donna del sobborgo è colui che ha dato
l'ultima pugnalata a tradimento e mascherato nelle ombre della
notte).
Nei primi capitoli di questo
libro si indaga sulla terra dove nacque il tango, un Paese
alla ricerca della sua identità...
L'autrice di questo libro conclude che, in definitiva, il
tango ha raccontato di più le cose concrete di una
città meno eroica di quella desiderata dallo scrittore.
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Come scrittrice
Monica Fumagalli é una rivelazione sia per
lo stile garbato che per la chiarezza. Il suo libro ha diversi
profumi: un pò saggio, un po' documento, un po' storia. Ma
soprattutto é un libro al quale non si può rinunciare se si
é d'accordo nel considerare che il tango é anche il piacere
di scoprirlo un pò di più per comprendere meglio ciò che accade
ogni sera nella milonga.
Il libro di Monica Fumagalli
é l'orgoglio della NYN, la piccola Casa Editrice che é nata
per tracciare una cometa tra la cultura del tango ed i sentimenti
di chi lo balla. |