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Di origini francesi, cresciuto nel quartiere di San Cristobal,
il piccolo José impara il tango a dieci anni ballandolo nelle
strade con ragazzi più grandi e uomini. Comincia ad
esibirsi nei saloni da ballo dei postriboli più famosi della
città e poi nei locali: il mitico Hansen, il Velodromo, l'Empire.
Sono gli anni delle gare, addirittura dei duelli
che mettono a confronto i migliori tangueros dei quartieri.
Josè li vince tutti e diventa il più famoso ballerino di Buenos
Aires, meglio conosciuto come El Cachafaz, che nel linguaggio
lunfardo dell'epoca era l'equivalente di scugnizzo. Viaggia
in America e in Francia, apre una scuola, insegna il tango
a ministri, principi e ambasciatori a 100 dollari l'ora, una
cifra inverosimile a quei tempi. L'amicizia forte con il cantante
di tanghi Carlitos Gardel, altro mito della storia argentina,
genera episodi anche curiosi che Massimo Di Marco ha pazientemente
ricostruito con un'indagine minuziosa durata due anni. Il
loro ufficio era un bar che c'è ancora ed il cameriere era
un certo Aristotile Onassis.
Il libro racconta anche
la storia del tango nella quale El Cachafaz ha ricamato i
suoi passi, creando e ricreando una tecnica della quale sono
rimaste molte tracce. La fama lo aveva reso miliardario, eppure
quando è morto a solo 57 anni, gli amici hanno dovuto fare
una colletta per i suoi funerali. Il tango è passione, arte,
poesia, cosa conta il denaro?
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