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Un ballerino leggendario,
un artista del tango, il creatore di uno stile che poteva
solo chiamarsi stile-Gavito. In un libro di 272 pagine Massimo
Di Marco racconta per la prima volta la sua vita sorprendente,
a volte inimmaginabile, strabordante di storie e di episodi
vissuti in ogni angolo del mondo con Mirta ed Hellen, infine
con Marcela sulla scena di Forever Tango. Monica Fumagalli,
ballerina e coreografa oltreché scrittrice, non descrive soltanto
il suo modo emozionante di interpretare il tango.
Svela l'origine a volte
curiosa di certe movenze ed un passo dopo l'altro si stringe
nell'abbraccio di Carlos Gavito, parla della sua tecnica,
della sua pausa ormai famosa, sino all'ultima creazione, in
apparenza provocatoria, di un tango senza passi. Certe annotazioni
di María Plazaola, la sua attuale partner, completano un ritratto
fedele del grande ballerino bohémien, protagonista di un tango
quasi zingaresco e mutevole, da spettacolo sulla Tour Eiffel
o al Moulin Rouge di Baghdad, a ingranaggio di una vita che
è poco definire avventurosa, non solo ricordando il giorno
in cui una bomba gli ha rovesciato in testa il letto nel quale
stava dormendo.
Il maestro che per due
anni ha insegnato il tango a Sally Potter (ecco forse una
rivelazione) ha compiuto 63 anni in aprile. Ha vissuto l'evoluzione
del tango dai tempi del giovane Osvaldo Pugliese alle note
dei compositori più attuali, ascoltando nella scuola della
strada i pensieri dei poeti che hanno contribuito a far diventare
lui stesso un poeta del tango. Nato per danzare, ha fatto
gare di rock'n'roll, ha ballato il flamenco, il tip-tap, tutto.
Eppure a sette anni studiava il bandoneon. Poi è diventato
Gavito.
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