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Monica Fumagalli, ballerina e coreografa oltreché scrittrice,
non descrive soltanto il suo modo emozionante di interpretare
il tango. Svela l'origine a volte curiosa di certe movenze
ed un passo dopo l'altro si stringe nell'abbraccio di Carlos
Gavito, parla della sua tecnica, della sua pausa ormai famosa,
sino all'ultima creazione, in apparenza provocatoria, di un
tango senza passi. Certe annotazioni di María Plazaola, la
sua attuale partner, completano un ritratto fedele del grande
ballerino bohémien, protagonista di un tango quasi zingaresco
e mutevole, da spettacolo sulla Tour Eiffel o al Moulin Rouge
di Baghdad, a ingranaggio di una vita che è poco definire
avventurosa, non solo ricordando il giorno in cui una bomba
gli ha rovesciato in testa il letto nel quale stava dormendo.
Il maestro che per due
anni ha insegnato il tango a Sally Potter (ecco forse una
rivelazione) ha compiuto 63 anni in aprile. Ha vissuto l'evoluzione
del tango dai tempi del giovane Osvaldo Pugliese alle note
dei compositori più attuali, ascoltando nella scuola della
strada i pensieri dei poeti che hanno contribuito a far diventare
lui stesso un poeta del tango. Nato per danzare, ha fatto
gare di rock'n'roll, ha ballato il flamenco, il tip-tap, tutto.
Eppure a sette anni studiava il bandoneon. Poi è diventato
Gavito.
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